Dossier Sindone
    
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Cosa rende la Sindone di Torino qualcosa di unico al mondo? Lunga 4,40 metri e larga 1,10, di lino giallastro, tessuto a spina di pesce, in un unico pezzo, su cui è visibile l’impronta sdraiata, frontale e dorsale, del cadavere di un uomo morto in seguito a crocifissione, dopo avere anche subito numerosi supplizi aggiuntivi, impronta impressa inspiegabilmente in negativo, è l’oggetto più studiato al mondo eppure ancora tutto da scoprire. Opera d’arte per alcuni, istantanea della Resurrezione di Cristo per altri. Gli uni e gli altri, però, non riescono a dare una risposta definitiva e su dati provabili.
In occasione dell’ostensione 2015, Maria Margherita Peracchino, per ‘L’Indro’, il quotidiano digitale di approfondimento indipendente, ha realizzato una serie di servizi e interviste in esclusiva con i principali studiosi del Telo, italiani e internazionali, integrate con colloqui realizzati nel 1996.
Il lavoro ripercorre la storia, il percorso devozionale, gli studi storici e scientifici, le ragioni degli ‘autenticisti’ e dei ‘non autenticisti’. Tutto attraverso gli interventi di Filippo Burgarella, Antonio Calisi, Luigi Garlaschelli, Ada Grossi, Emanuela Marinelli, Andrea Nicolotti, Alessandro Piana, e le interviste con Jorge Manuel Rodriguez Almenar, Pierluigi Baima Bollone, Nello Balossino, Bruno Barberis, César Barta, Russ Breault, Lucio Calcagnile, Luigi Campanella, Paolo Di Lazzaro, Giulio Fanti, don Luigi Fossati, don Giuseppe Ghiberti, Aldo Guerreschi, Mark Guscin, Alfonso Sánchez Hermosilla, John Jackson, Antonio Lombatti, don Francesco Pieri, don Mimmo Repice, Piero Savarino, Barrie Schwortz, Giorgio Tessiore, Claudio Tuniz.
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