La gioia di uccidere
  
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Da quasi tre anni sono in carcere, vittima della più ingiusta condanna che l’umana giustizia abbia mai imposta a libero uomo. Sono già trascorsi due anni; ma mi par solo ieri che i giurati – piccola razza di borghesi pavidi, timorati e idioti – pronunziarono uno stolto verdetto di condanna, cui seguì l’inumana sentenza, letta da una voce stentorea di saputo Presidente di Corte d’Assisi, tra gli unanimi applausi di una folla ebra di tutti i mali che germogliano e crescono nelle coscienze mediocri e comuni; l’inumana sentenza che mi condannava a trent’anni di cellulare. Sono già trascorsi due anni; ma il ricordo è ancor così nitido da parermi ieri quel giorno. Eppure mi sembra che in questi due anni sia di cento invecchiato, e che la fine inevitabile s’approssimi a grandi passi, come l’unica libertà possibile nelle torture presenti. E per questo non mi lamento: la vita non è estensione, ma intensità. Quale vita è stata più spiritualmente intensa della mia?
Mi tiene allegro il ricordo delle stupide ingiurie delle quali mi gratificò durante il processo un amenissimo Pubblico Ministero, che, lavorando di logica attorno ai risultati delle esperienze ridevoli eseguite su di me da più o meno illustri psichiatri, mi dipinse come il delinquente tipo, sostenendo con gran sicurezza che ne possedevo tutti i caratteri fisici e morali. Il buon diavolo non si era accorto che fisicamente sono un bell’uomo, e la mia deposizione non era riescita a dimostrargli che, moralmente, posseggo una coscienza superiore e perfetta.


Gerolamo Lazzeri

Gerolamo Lazzeri (Tresana, 11 maggio 1894 – Varese, 14 settembre 1941), politico, scrittore e giornalista italiano.
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