Le relazioni psicologiche adattive all’esperienza traumatica dei campi di concentramento nazisti
  
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Le vicende dell’Olocausto nazista sono ormai divenute argomento per gli storici, meno studiate sono invece le dinamiche psicologiche che sono avvenute nei prigionieri e successivamente nei sopravvissuti ai lager nazisti. Ritengo che nonostante siano passati settant’anni dalla fine dello spaventoso regime del terrore costituito dal nazismo, è giusto non dimenticare questa realtà ma continuare a parlarne e affrontare questo tema con l’intento di comprendere alcune dinamiche, sia dei prigionieri sia dei sopravvissuti. Oggi più che mai è necessario che i giovani sappiano e comprendano quello che è accaduto, per sperare che quell’orrore non si ripeta. Attraverso testi che riportano le testimonianze di sopravvissuti ho cercato di comprendere le reazioni adattive all’esperienza traumatica concentrazionaria. Ho potuto constatare che in situazioni così stressanti e di estrema sofferenza le persone rispondono in maniera diversa. Le diverse risposte evidenziano che sono presenti varie dinamiche che permettono ad alcuni individui di adattarsi meglio, mentre altri manif
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