L'ultimo dei bresciani
  
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Uno sguardo, diciamolo chiaramente, poetico, e capace quindi di creare immagini e parole vivissime : divertite, colte, irridenti, serie, profumate,  polemiche e spesso toccanti . Come già Gozzano seppe far rimare Nietzsche con camicie, lui riesce a combinare brioche e cloche, Lahore e rancore, marines e jeans ecc.   E’ furbo l’amico. Se il piemontese seppe “far cozzare l’aulico col prosaico” il bresciano fa cozzare “finestre gotiche” e “fagioli con le cotiche” .
C’è proprio tutto Ferruccio in queste poesie : la riflessione filosofica e il lazzo del giullare, l’amore per l’esotico e il vernacolare, le passioni e qualche amarezza . E  quando ti sembra di aver capito, lui ti scompiglia le carte, magari con un  fulmen in clausula .
Di fronte alla piattezza e banalità del linguaggio corrente le sue parole sono una ricca offerta di tutto ciò che è bello, vario e intelligente .
O voi che le leggerete, aspettatevi di tutto . Anche l’inaspettato !
Prof. Roberto Cerqui
 
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