Gli uccelli non smettono mai di volare
  
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2010: Kate è una donna italo-americana delusa e provata dalla vita. Ha tentato inutilmente di sfondare come scrittrice e giornalista, per poi accorgersi di non avere il talento e soprattutto il coraggio che aveva avuto, invece, sua madre Sara, una ex reporter di guerra. A seguito della malattia del padre Erik, colpito da una grave forma di Alzheimer dieci anni prima, si ritrova in ristrettezze economiche, che l’hanno costretta a trasferirsi dalla casa in cui ha vissuto sin da bambina, una villetta di Staten Island, in un bilocale a Little Italy e che suo figlio Derek, ventiquattrenne, vorrebbe compensare attraverso la vendita di vecchi oggetti di famiglia ritrovati nella villetta data in affitto. A Kate sembra di avvertire un forte attaccamento simbolico a tali oggetti, tra i quali ritroverà una vecchia agenda nera che rappresenterà per lei l’occasione di una vita; l’agenda, infatti, le permetterà di risollevare sé stessa e ricostruire uno per uno i ricordi di suo padre e di molte altre persone, brutalmente cancellati dall’omertà e dalla condiscendenza degli uomini. Inizia così un lungo flashback, attraverso il quale Kate, la voce narrante, ripercorre i drammatici anni della seconda guerra mondiale, a partire dal 1944. Le vicende dei nostri protagonisti arriveranno a intrecciarsi, per poi convergere tutte quante nella Storia dell’umanità. Una Storia drammatica, di soprusi, violenze, crimini ben al di là della normale concezione di umano, che gli uomini hanno dimenticato o hanno fatto finta di dimenticare.
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