Il cieco e la donna di Mariupol
  
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La meningite ha reso cieco Giosi pochi giorni
dopo la nascita, e gli ha paralizzato in gran
parte la gamba sinistra. Valentina, la sua
badante ucraina di Mariupol, è una donna
attraversata impietosamente dalla tragedia della
sua terra e dalla scomparsa dell’Unione
Sovietica.
Giosi lotta con l’handicap, ma reagisce da una
vita; lo sorreggono gli affetti degli abitanti di
Collebeato e, soprattutto, di mamma Sofia e di
Nando, il padre scampato avventurosamente
alla guerra di Russia e alla prigionia in
Germania. I genitori di Giosi, però, si
avvicinano alla morte e lui sente sempre più
stretta la morsa della depressione, la paura di
rimanere solo… E’ qui che, dopo anni
d’incomprensione reciproca, Valentina, gli si
rivela donna speciale: più il malessere lo
aggredisce con il terrore della solitudine, più
lei vive il proprio cambiamento nei suoi
confronti. L’iniziale rapporto conflittuale tra i due si trasforma, così, in una inedita complicità
di intendimenti, e sfocia in una struggente
amicizia che travalicherà i confini della morte.
Intrigante romanzo dai toccanti risvolti
psicologici, Il cieco e la donna di Mariupol
non limita il racconto ai due protagonisti
principali; si spinge oltre e scruta a fondo
l’anima dei personaggi attraverso un colorato
caleidoscopio dal quale il lettore si staccherà
con rimpianto.
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