Il malinteso
    
Apparso in rivista nel 1926, Il malinteso è il primo romanzo della allora ventitreenne Irène Némirovsky. Siamo ai primi del Novecento. Yves Harteloup, classe 1890, è un nuovo povero. L’eredità scarna di suo padre lo ha costretto a trovarsi un impiego e a condurre una vita parsimoniosa. L’unico lusso che può concedersi è quello di godersi alcune settimane di vacanza presso le spiagge di Hendaye. È durante le sue vacanze che una bimba, Francette - figlia della bella Denise - gli lancia pugni di sabbia in viso. Complice il sole tra i tamerici o i pugni di sabbia, tra Yves e Denise scocca la scintilla dell’amore. Finite le romantiche vacanze torneranno a Parigi. Continueranno a vedersi. Ma ripiombato nella sua realtà, Yves dovrà fare i conti con la sua vita e con i pochi mezzi a disposizione. Denise si strugge d’amore. E piange, piange, piange. Yves si scontra con la necessità di pagare i debiti e arrivare a fine mese. E mentre Denise continua a pretendere un amore rigorosamente “in smoking” Yves si impegna a trovare soluzioni…
Una storia semplice, struggente, fatta di attese. Di parole non dette, di “ti amo” mancanti. Si intravvede la nuova realtà sociale caratterizzata dall’emergere di nuove classi sociali ed è interessante il nuovo concetto di lavoro, quel concetto comune a tutti noi mortali.
Il primo passo di Irène Némirovsky verso un futuro pieno e maturo è cominciato nel migliore dei modi.
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