Borislav Pekic, uno dei più importanti e prolifici scrittori serbi del Novecento, viene incarcerato a diciotto anni per reati politici, resta in carcere per cinque anni, durante i quali gli viene permesso un solo libro: la Bibbia. “Il tempo dei miracoli”, il suo primo romanzo, è un inno alla libertà, irriverente e blasfemo. Si colloca all’interno del ricco e fortunato filone dei romanzi che si basano su una rilettura umanizzata del Vangelo, ma possiede un impianto personalissimo. I protagonisti del romanzo sono i miracolati che raccontano le loro storie di uomini e donne che hanno dovuto subire un evento non voluto che ha cambiato le loro vite. I miracolati odiano il miracolo che li ha risanati e colui che l’ha compiuto. Un paradosso. Pekic ha però dato la vita a questo paradosso, l’ha reso umano e comprensibile, ha dato al paradosso volti, voci e anime. E, attraverso queste umili voci, ha gridato la sua condanna senza appello ad ogni forma di dogmatismo. Un libro da scoprire, leggere ed amare.
Show more