Il fantastico nel reale
  
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Nei primi anni settanta, allora ventenne, dopo aver abbandonato posizioni politiche abbracciate con immatura leggerezza, subii il fascino dell'India e del pensiero Indù. Cominciò con un trattato introduttivo allo Yoga capitatomi non so come tra le mani. Leggendolo ebbi la sensazione che risvegliasse in me concetti che in qualche modo dovevano già appartenermi, sepolti in qualche remoto angolo della memoria. Incuriosito passai a libri più impegnativi: opere di Ramacharaka, Yogananda e altri autorevoli autori che accrebbero il mio iniziale accostamento fino a trasformarlo in profondo interesse. In breve, senza mai dedicarmi a esercizi o meditazioni, ma solo coltivando quella visione della vita in forma intellettuale, decisi di visitare il paese che l'aveva prodotta.
L'obbligo del servizio di leva mi costrinse ad accantonare il progetto per quindici mesi, poi, una volta congedato, mi fu possibile metterlo in atto. Per vivere l'esperienza in modo intenso e per visitare altre località non manchevoli di attrattive avevo deciso di partire via terra. Il viaggio, che mi ero preparato ad affrontare in solitaria, ma che poi intrapresi con un amico, fu magnifico e denso d'imprevisti, tuttavia il solo aspetto legato all'avventura non sarebbe stato sufficiente a spingermi a questa tardiva ricostruzione. In quegli anni dall'America, dall'Europa, così come dall'Australia, fiumane di giovani si diressero verso l'India e molti di loro avrebbero storie avvincenti da raccontare. Ciò che giustifica questo scritto, che lontano dall'essere mero reportage, ha la statura di un documento forse unico, è dovuto a un fenomeno paranormale, “mistico”, per essere esatti, accaduto al culmine di quella vicenda. Fenomeno del quale non fui il semplice testimone, ma lo sconcertato protagonista e che segnò la mia vita in maniera indelebile. Consegno questo racconto, inserito nelle circostanze in cui si è verificato, le quali non mancheranno d'indisporre qualcuno, per offrire agli interessati al misticismo uno spunto di riflessiobne e una conferma al valore della sapienza Indù.

Giorgio Biscotti

Prefazione di Jasmina Teshanovic                                        
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